Roseto d´ingresso
Il nostro roseto
Percorrere 45 passi nel nostro roseto è un esperienza particolare, specie a maggio, in piena fioritura. A destra la più elegante delle bianche, la Margaret Merril, a sinistra la misteriosa Alchimist dal colore mutevole; e poi dall’arco si affacciano le incredibili Pierre de Ronsard e la più dolce, la piccola rosea New Dawn..”la mia rosa..lei sola è la più importante di tutte voi perché è lei che ho innaffiata, perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro, perché è lei che ho riparata col paravento, perché su di lei ho ucciso i bruchi… perché è la mia rosa” (Saint Exupery).
Poco più avanti ecco le svenevoli profumatissime Lady Hillingdon dai grandi fiori gialli su rami rossi e le Aviateur Bleriot così timide e piccole; e poi ancora le bianche orgogliose francesi Martine Guillot. A pronunciare i loro nomi, sì i loro bellissimi nomi evocativi, paiono rispondere… “... finchè l’estate intieradivenuta non sia tutta una stanza piena di roseal vaporar di un sogno..” (R.M.Rilke). A sinistra sul prato una opera in ferro dell’artista Antonio Antonucci rappresenta una gallina padovana “Ruzantina”: è costruita con materiali di recupero e, nei colori, allude alla gallina di Polverara- Padova (Veneto). Ora eccoci di fronte ad un colonnato composto di 8 colonne in granito, di epoca romana, sormontate da capitelli a calice.. Un grande portone in legno segna l’entrata al Castello. E poi? “Passi eccheggiano nella memoria lungo il corridoio che non prendemmo verso la porta che non aprimmo mai sul giardino delle rose...” (T. S. Eliot)
Insomma, poesia e natura si fondono nel nostro roseto, uno dei più belli di Padova e tutto il Veneto.

