Le Rose di San Pelagio
...rose antiche nel Giardino di Rappresentanza
Le Rose di San Pelagio Le specie botaniche, cioè le rose spontanee in natura, sono relativamente poche, 150 circa, e si trovano concentrate in gran parte in Cina. Le rose dei nostri giardini sono create dall’uomo. Dal 2000 a.C. la storia della rosa, che è molto più antica, si intreccia a quella dell’umanità. Dall’India alla Cina, dalla Grecia a Roma le rose sono coltivate e amate.
Nel Medio Evo le troviamo soprattutto nei chiostri dei conventi e sono la rosa Gallica Officinalis e la rosa Canina, che deve il nome alla presunta efficacia dei suoi frutti, i cinorrodi, ricchi di vitamina C, nella cura contro la rabbia canina. Le Rose di San Pelagio In Persia per tutto il 1000 le rose sono coltivate nei giardini. In Siria si coltiva la rosa di Damasco, la Damascena, per estrarne l’essenza. Con le Crociate le rose arrivano in Europa dal Medio Oriente. La rosa Gallica conquista la Francia e, insieme alle Alba, arriva anche in Inghilterra. E’ a questo punto che la rosa diventa un simbolo (CasateYork e Lancaster e poi la casa tuttora regnante i Tudor). Nel Rinascimento ci sono le testimonianze più sicure della presenza delle rose nei giardini. Il libro “ Paradisus Terrestris” del naturalista inglese Parkinson, ne descrive ben 14!!. Nel 1500 compare la rosa con 100 petali (centifolia) che viene chiamata la rosa d’Olanda o la rosa di Provins. Sono infatti gli Olandesi e i Francesi che per primi si dedicano seriamente al lavoro di incrocio Tra il ‘500 e il ‘700 gli Olandesi creano circa 200 varietà di rose.
Alla fine del ‘600 nasce la Muscosa, variazione spontanea della Centifolia. Alla fine del 1700, in Francia, l’imperatrice Giuseppina, moglie di Napoleone Bonaparte, ha una collezione di ben 167 rose, nei giardini del Castello della Malmaison. Il suo amico Redoutè, pittore di corte, ce ne lascia splendide immagini. Sempre alla fine del ‘700 arriva in Inghilterra dalla Cina la rosa “Parkson’s Pink China” e la “Slatoms Crimson China” entrambe ibridi (incroci) tra la Chinensis e la Gigantea (spontanee).
Tra il 1810 e il 1830 arrivano le rose “Blush China” e le “Yellow China” che profumano di tè. Queste 4 rose sono le rose fattrici, cioè le madri di tutte le rose. Incrociandole nasceranno: la “Duchesse of Portland” e il gruppo si chiamerà rose Portland, poi le Noisette dal nome di un altro ibridatore, poi le Bourbon, dal nome delle isole dell’Oceano Indiano (oggi Reunion), da dove i semi erano stati inviati a Parigi. Le rose Tea nascono in Europa, figlie di due ibridi cinesi: la rosa rosa di Hume e la rosa gialla di Parks. Il nome Tea è dovuto, oltre che al profumo, al fatto che tali rose viaggiavano sui vascelli che trasportavano il tè.
Le prime rose chiamate “ibridi rifiorenti” sono del 1837 e rappresentano l’anello di congiunzione tra l’800 e il ‘900. Gli “ibridi di Tea” sono le più antiche rose moderne; la capostipite è del 1890 ed è stata chiamata “Madame Caroline Testou”. Ibrido di Tea vuol dire: rosa nata da seme di Tea incrociato con ibridi rifiorenti. Le rose oggi hanno tutti i colori dell’arcobaleno ad eccezione del blu perché nel loro corredo genetico manca il pigmento della Delfinina.

